Questo articolo nasce dalla critica di un signore che non molto tempo fa, ci fece notare come all'interno della nostra web tv non ci fosse nessuno spazio per le scienze. Aveva ragione quel signore, ma è altrettanto vero che non essendo esperti di tale materia, preferiamo lasciare il compito di occuparsene a chi veramente ne conosce gli argomenti e le tematiche in modo professionale.
La conseguenza di ciò è che qui ci limiteremo ad affrontare una serie di temi senza avere alcuna presunzione di dire la verità assoluta, ma proveremo anche a sensibilizzare la gente su alcune cose che dovrebbero interessare tutti voi poiché la vostra qualità di vita è fortemente influenzata dall' AMBIENTE che vi circonda.
Negli ultimi anni, ma soprattutto negli ultimi mesi, abbiamo assistito nostro malgrado ad una serie interminabile di disastri naturali. Dapprima un'enorme onda s'innalzò dall' Oceano Pacifico distruggendo interi villaggi e causando la morte di migliaia di persone. Oggi tutto il Mondo conosce questo fenomeno come Tsunami e ha paura che possa succedere di nuovo.
Poi, l'Italia fu sconvolta dalle fortissime scosse del terremoto che rase al suolo L'Aquila e molti altri paesini in Abruzzo.
Negli ultimi mesi un altro terremoto ad Haiti e uno in Cile hanno devastato terre e popolazioni.
Infine, notizia più recente ma anch'essa sbalorditiva, l'eruzione di un vulcano dal nome impronunciabile in Islanda, che producendo un'enorme nube di fumo, ha arrecato danni a tutta l'Europa, soprattutto alle compagnie aeree. Poco male perché, aldilà di una perdita economica nei loro bilanci, i danni veri e propri sono stati minori del previsto...forse.
In questo panorama apocalittico sentiamo il dovere di citare anche lo scioglimento dei ghiacciai e il surriscaldamento della Terra.
Incuriositi e forse un po' impauriti da così tante calamità in un così piccolo arco di tempo, abbiamo chiesto ad esperti se tutto questo fosse normale o se veramente ci stessimo approssimando alla fine del Mondo. Ci è stato detto che non c'è niente di anormale, anzi i terremoti sono frequenti ancora di più, ma con intensità minori o magari, semplicemente, colpiscono zone del pianeta dove non arrecano danni a popolazioni. In questo modo siamo stati tranquillizzati dal panico da notizia che ogni giorno siamo costretti a subire dai telegiornali e dai quotidiani, però alcuni dubbi ci sono rimasti...
...Siamo convinti che con tutto questo non c'entri niente l'energia o il surriscaldamento della crosta terrestre e che, per i disastri nel Pacifico, non vi sia responsabilità dei numerosi esperimenti nucleari che venivano fatti o le migliaia di tonnellate di rifiuti gettati proprio in quelle acque? E se il pianeta si stesse ribellando alla completa mancanza di rispetto da parte dell'uomo nei suoi confronti? Non faremo, ovviamente, una banale caccia alle streghe, ma è bene che ognuno di noi pensi a ciò che sta accadendo al nostro pianeta.
Come se non bastassero quelli che chiamiamo disastri naturali, l'uomo è capace di contribuire in maniera determinante alla distruzione della natura. A questo proposito, se vi capita, affacciatevi in una bella terrazza da cui potete scorgere il panorama di una qualsiasi città, che sia Bologna, Milano o Roma per rimanere in Italia. Più che dalla affascinante visuale sarete sorpresi dalla nuvola color giallo sbiadito che aleggia sul cielo. Fabbriche, automobili, aeroporti ecc. rendono l'aria irrespirabile. Non è un caso che negli ultimi decenni siano aumentate malattie respiratorie, allergie e tumori.
Qual è il rimedio per tutto ciò? Purtroppo non lo sappiamo, ma di certo un po' di buon senso non guasterebbe. Cose del tipo evitare di prendere la macchina per andare al panificio vicino casa, rendere i trasporti pubblici efficaci, diminuire i prezzi degli stessi o creare mezzi alternativi e meno inquinanti, aumentare gli spazi verdi e le aree a traffico limitato, ridurre le emissioni di Co2 ecc.
Ma il problema principale è che, secondo noi, tutte le amministrazioni comunali, se ne infischiano o, peggio ancora, se prendono provvedimenti a proposito lo fanno solo ed esclusivamente per trarre beneficio da multe e popolarità, in altre parole per mettere le mani in tasca ai cittadini e per manipolarne il pensiero.
Come sarebbe bello se tutti noi usassimo meno le proprie auto. I ricconi del petrolio non sarebbero così ricchi e potenti, la benzina a 1,40 Euro non sarebbe un problema, l'aria che si respirerebbe sarebbe molto meno nociva. Un'utopia.
Pensare che qualche anno fa furono presentate in tutto il Mondo delle automobili elettriche che vennero prontamente rimosse dal mercato per non danneggiare gli interessi economici e politici dei signori del petrolio...
Un po' di speranza viene anche dalle energie rinnovabili, di cui sentiamo parlare sempre più spesso. Energia solare, eolica, pulita per non rischiare di far vivere i nostri figli per sempre nelle tenebre.
E' di poco tempo fa invece l'inchiesta de “La Repubblica” per la quale nel nostro bel paese sarebbero presenti cinquecento tonnellate di amianto per ogni abitante. In totale una cifra mostruosa, considerando che fino ai primi anni Novanta si è costruito edifici, capannoni industriali, case e molto altro proprio con questo cemento così nocivo per la salute umana. Nell'articolo si parlava di una signora che si accorse dopo vent'anni dalla costruzione della cucina di casa, che la canna fumaria era di ethernit. Siamo andati a documentarci anche su questo. Parlando con ingegneri ed architetti ci è stato detto che l'amianto è appunto un particolare tipo di cemento, divenuto illegale a partire dalla seconda metà degli anni Novanta. Fino ad allora e per oltre cento anni, nonostante già dal 1860 si fosse a conoscenza delle sue nocive proprietà, con l'amianto hanno fatto di tutto, persino mezzi pubblici di cui usufruite ogni giorno. L'amianto può essere nocivo solo una volta che si sgretoli e che se ne respiri le polveri, ma il fatto è che la sua presenza sul territorio è impressionante e c'è il rischio che molte persone neppure siano a conoscenza di esserne a contatto quotidianamente.
Ma c'è un altro motivo per il quale questo problema non viene facilmente affrontato in sedi istituzionali. Il costo dello smaltimento è molto elevato, ragion per cui spesse volte, anche chi è in grado di individuarne la presenza, non sia invece in grado di combatterne l'esistenza.
Immaginatevi di essere un soldato accortosi appena adesso di essere entrato in un campo minato, senza però poter tornare indietro. Questa è la situazione dell'Italia nei confronti dell'amianto.
Veniamo ,infine, a riassumere quello che le istituzioni stanno facendo riguardo ai problemi ambientali e come, non dovrebbe essere, ma è ovvio constatare, vi sia una quasi totale indifferenza a proposito.
I grandi politici mondiali si sono riuniti a Copenhagen per decidere come muoversi, ma l'impressione è che tutti, compreso il buon Obama, abbiano perso una grande occasione. E' vero che qualche presa di posizione ci sia stata, soprattutto dal leader afro-americano e dalla Cina, ma si è ancora lontani da un'unità di pensiero globale per salvare le sorti del pianeta.
E mentre in Svizzera, al Cern, stanno cercando di ricostruire il Big Bang in un immenso tunnel sotterraneo, nel nostro paese i politici mangiano e bevono o fanno una gita sulle loro belle auto blu, per poi all'indomani sentire una notizia al telegiornale a riguardo. Per non parlare poi dei tentativi di far pagare l'acqua ai cittadini...ma allora vogliamo proprio parlarne della qualità delle acque che dovremo pagare perché privatizzate?
In Italia esisteva anche una piccola parte di politici, o meglio uomini, interessati all'ambiente, ma sono stati mandati via a pedate perché rei di costare troppo al paese. Ricordiamo ancora oggi come titolava la copertina di un “Panorama” di qualche anno fa che ritraeva il capo degli ex verdi con la scritta sotto la sua testa “Quest'uomo costa all'Italia 40 Miliardi”. Ma allora vogliamo parlare di quanto ci costano pseudo-giornalisti da propaganda e lecchinaggio, gli sprechi degli altri politici, gli aiuti ai mafiosi ecc.?
Per fortuna esistono sempre associazioni come Legambiente, Greenpeace e altre che mantengono un impegno serio e costante su tutto il territorio.
Questa è la situazione oggi. Non è una questione politica, né tantomeno religiosa. Bisogna essere uniti per un obiettivo. Adesso tocca a noi fare ciò che possiamo fare, ma soprattutto volerlo, perché vivere in un ambiente sano e pulito è una necessità e un diritto per ognuno di noi.