- DECRETO ROMANI -

    Il bavaglio a Internet



Era da aspettarselo e puntuale come un orologio svizzero è arrivato. Il primo Marzo 2010, il signor Romani ha presentato in parlamento il decreto legislativo che probabilmente porrà fine alla libertà di comunicazione sul web. La mania di controllo del governo Berlusconi colpisce ancora, ci viene da dire, e come il grande fratello di Orwell, si appresta a regolamentare, censurare e vigilare l'unica via d'informazione che fino ad oggi era rimasta libera da vincoli politici e sociali.




Con questa legge viene, in pratica, disegnato un quadro generale secondo il quale potrebbe non essere più possibile reperire materiale audiovisivo sulla rete. Sono a rischio siti come Youtube e Megavideo, dai quali, tra l'altro, noi di Mediahead, reperiamo e carichiamo la maggior parte del materiale di cui voi utenti usufruite giornalmente, anche perché stanchi della normale televisione.

Sono a rischio le web tv che stanno proliferando a migliaia e che propongono contenuti che possono creare un'alternativa alla normale televisione. Sono a rischio le idee e i pensieri di gente che, come noi, vuole poter dire la sua opinione, senza comunque danneggiare nessuno. E' a rischio la libertà.




E' ovvio che, per tutelare i propri interessi di imprenditore televisivo prima che di politico, sia condannata con questo decreto, qualsiasi forma di concorrenza alle sue reti. Ma facciamo una breve riflessione...il signor Berlusconi, tramite il figlio, dirige le tre reti mediaset, divenuta una tv nazionale grazie ad una legge emanata nel '82 da Mammì e di cui ci sarebbe da discutere tutt'oggi, inoltre, in qualità di presidente del governo italiano detiene, in buona sostanza, le reti Rai.




Rai Uno ormai da tempo è diventata la quarta rete mediaset, con il programma di Vespa che fa quasi più propaganda di un Tg4 o Matrix, Rai Due è ugualmente controllata anche se, dedicandosi ad altri argomenti, non molesta gli interessi del cavaliere. Infine, Rai Tre che con Santoro e Travaglio è l'unico canale nazionale che ha il coraggio di contrastare il potere. Siamo d'accordo sul fatto che il programma Annozero possa non piacere, ma è altrettanto vero che un limite a questa dittatura televisiva debba pur esistere. Nella stessa posizione di Rai Tre ci sentiamo di considerare anche La7 che almeno propone cose interessanti e non si limita agli sciocchi pettegolezzi e salottini da bla bla bla, ruffianate gratuite e ballerine ...




Il panorama complessivo che ne esce è molto triste e lo è ancor di più se prendiamo atto che il presidente del governo controlli pure la carta stampata. La Mondadori e Il corriere della sera, per non parlare di Libero, sono infatti attaccate ai fili del cavaliere burattinaio che è riuscito inoltre ad entrare in conflitto con La Repubblica perché aveva idee differenti. Tutto ciò rende il nostro paese molto vulnerabile all'interno dell'Unione Europea e motivo di derisione in ogni parte del Mondo.




Il grande maestro Orson Welles diresse una pellicola negli anni Quaranta che si chiamava “Quarto Potere” e narrava la vita di Citizen Kane, un uomo che oltre ad avere un incontrastato potere politico, deteneva anche il controllo della stampa ed era per cui inattaccabile da chi non la pensava come lui.




Più tardi, negli anni Settanta, Sidney Lumet fece scalpore al cinema con il suo celebre “Quinto Potere”. Siccome i tempi si erano evoluti, la televisione era ormai entrata nelle case della gente, contagiandone pensiero, educazione ed etica. Il regista propose questo titolo per descrivere appunto il potere televisivo. Oggi purtroppo siamo pronti al “Sesto Potere”, poiché quello a cui stiamo assistendo è un tentativo di controllare anche Internet e, ovviamente, le televisioni, di questo decreto hanno accennato ben poco.




E' una vergogna! Siamo stufi di queste prese in giro. Informatevi liberamente e leggete quello che volete, guardate ciò che più vi interessa...scegliete voi quello che è giusto e quello che è sbagliato. Questa è libertà, non quel partito assurdo che prima rubava il nome dai cori da stadio e adesso calunnia la gente mentendo su un concetto basilare per l'esistenza umana.

Bisogna sempre avere la forza di andare contro chi non porta rispetto alla gente e quello che ci auguriamo è che questo decreto abbia vita breve, inciampando nei suoi cavilli incomprensibili e argomentazioni insensate.







Guarda qui di seguito il documentario “Orwell si rivolta nella sua tomba”

diretto da Robert Kane Pappas.



Parte 1/11



Parte 2/11



Parte 3/11



Parte 4/11



Parte 5/11



Parte 6/11



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Parte 8/11



Parte 9/11



Parte 10/11



Parte 11/11



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