Non perderti alla fine dell'articolo la galleria fotografica sull'evoluzione delle Sex Symbol
La moda è fatta non solo di abiti e stili che cambiano, ma anche di icone che definiscono il concetto di bellezza di un’epoca, divenendo in alcuni casi delle muse ispiratrici per il fashion system.
Ogni brand investe sulle proprie modelle una carica di responsabilità tale da poterlo a sua volta elevare nel contesto della moda; il loro corpo assume plurimi significati, a partire dal volto, dai gesti, dalle posture e dalle dinamiche dello sguardo.
Magra, voluttuosa, androgina, maggiorata e così via, la modella non è più soltanto un corpo che mostra e indossa le ultime creazioni degli stilisti, ma è una vera e propria icona, un modello di riferimento come in passato lo erano le grandi attrici internazionali. Le dive interpretavano le tendenze e il pubblico di massa si adattava ai nuovi canoni estetici.
Attraverso questo circuito la moda si è trasformata in una sorta di simbolo, in quanto ha seguito soprattutto l’evoluzione della donna nel novecento attraverso la semplificazione dell’abbigliamento e la liberazione del corpo da veri e propri strumenti di tortura quali il busto e le stecche di ferro.
Una delle prime rivoluzionarie è stata Coco Chanel, che è tra le più importanti figure del panorama femminista del secolo scorso; Chanel è stata la prima ad osare, adattando l’abito al corpo e non alle esigenze della società. Attraverso queste nuove tendenze è cambiato radicalmente il modo di considerare l’abito che non è più soltanto il vestito per il corpo, ma un mezzo di espressione, lo specchio attraverso cui si riflette l’immagine della donna.
Erano ancora gli albori, quando i fotografi ritraevano le modelle in pose attive, spesso fuori dall’ambientazione dello studio fotografico.
Anche in campo cinematografico la figura della donna cominciava a fare tendenza. Già dagli anni Venti alcune attrici, per bellezza e per bravura, riuscirono a meritarsi una grande attenzione mediatica. E' con Marlene Dietrich, la prima e originale femme fatale in “L'angelo azzurro”, la diva Greta Garbo, la bellissima Rita Hayworth di “Gilda”, la principessina Grace Kelly, musa in vari film di Hitchcock ed infine con Marylin Monroe attraverso il genere della commedia romantica, che è possibile iniziare a parlare di vere e proprie icone sexy.
Le donne diventano identificabili: Suzy Parker, modella americana di punta negli anni ’50 e musa di Richard Avedon, fu la prima a posare in bikini e ispirò il personaggio di Audrey Hepburn in ‘Cenerentola a Parigi’ (1957).
Penelope Tree, considerata bruttina, occhi immensi e contornati di nero sui quali si concentrava tutta l’attenzione, un volto che ha incantato il mondo insieme a quello di Twiggy, allora parrucchiera diciassettenne dal fisico esile e minuto, che divenne il modello da imitare per milioni di ragazzine sparse per il mondo. La sua fama ebbe inizio nel 1966 quando la stilista Mary Quant la lanciò in passerella facendole indossare la sua ultima innovazione: la minigonna.
Tuttavia la prima top-model della storia fu Vera Von Lehndorff (1939) nota con lo pseudonimo di Verushka, di origine tedesca che fece discutere per la sua altezza ben di 1.85 cm, e Marisa Berenson la donna Yves Saint Laurent degli anni ’70; due corpi così imponenti che fanno strada ai miti degli anni ’80 e ‘90: Cindy Crawford, Claudia Schiffer, e la ‘Venere Nera’ Naomi Campbell.
A fare , invece, da eco alle star del cinema d'oltreoceano, anche in Europa è possibile notare i primi veri fenomeni di tendenza femminile a partire dal dopoguerra.
E' d'obbligo citare la prosperosa e nostrana Sofia Loren, acclamata in tutto il Mondo, ma non da meno sono l'affascinante Brigitte Bardot, l'elegantissima Claudia Cardinale e la nordica Anita Ekberg.
Nel 1962 una ragazzina sconosciuta di nome Sue Lyon, viene diretta dal regista Stanley Kubrick in “Lolita”, un film basato sull'omonimo romanzo di Nabokov che diventerà ben presto un cult. E' raro che venga ricordato il nome dell'attrice, ma il personaggio da lei interpretato è sicuramente divenuto negli anni molto più che un'icona.
Possiamo ritenere che gli anni fondamentali della moda, siano stati quelli dal 1947 al 1997, passando dal ‘New Look’ di Dior che era uno stile nostalgico ed elegante, caratterizzato da spalle arrotondate, busto accentuato, vita minuscola e strizzata, gonna lunga e larga, guanti, cappello e tacchi alti; allo stile Swinging London di Twiggy, toccando il periodo glorioso delle supermodelle degli anni Novanta e del grunge seguito dall’heroin chic di Kate Moss.
E se, sia nella moda che al cinema, gli anni Sessanta erano rappresentati ancora da modelle piuttosto 'vestite', seppur invocanti ideali di libertà, nei Settanta si scatena il fenomeno delle Groupies e già dagli anni Ottanta si fa largo un look molto più trasgressivo fino ad arrivare alla moderna moda del nudo dei calendari, delle pellicole scandalo o addirittura a vere e proprie star dell'erotismo.
Diventa così difficile distinguere tra ragazze belle, brave ed eleganti, e signorine con un bel corpo disposte a tutto per entrare nello star system.
Fatto sta che le mannequin della nostra era, fuse nei loro abiti, hanno comunque qualcosa da trasmettere, e se pur si evince una naturalezza costruita, se di tendenza sarà emulata!
14 Febbraio 2011
Francesca Savoia
GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA “L' EVOLUZIONE DELLE SEX SYMBOL”