IL MEGLIO E IL PEGGIO DELL'ULTIMO DECENNIO AL CINEMA
Dopo esserci divertiti a stilare la classifica dei migliori film del decennio, vogliamo fare alcune riflessioni sul cinema che è stato in questi ultimi dieci anni.
Partiamo da ciò che non ci è piaciuto. Di film brutti se ne sono visti tanti e per brutti intendiamo lavori che non lasciano niente dentro, commedie che non fanno divertire, horror che fanno ridere o storielle banali.
Tra questi dobbiamo citare a malincuore il maestro britannico Terry Gilliam, l'ex Monty Phyton, che con Tideland – Il mondo capovolto ha probabilmente toccato il fondo della sua carriera. Ci scuseranno i suoi fan, ma noi dal direttore di Paura e delirio a Las Vegas ci attendiamo ben altro...
Lo stesso motivo vale per Wim Wenders e il suo film La terra dell'abbondanza, noioso e inconcludente. Anche Old Boy, acclamato altrove come capolavoro, non ci ha entusiasmato per nulla, anzi, tra denti strappati e violenze gratuite ci è sembrato piuttosto un flop, mentre il catastrofico 2012 è uno di quei lavori pessimistici e catastrofici, capaci solo di incutere il panico nei poveri spettatori. Diciamo basta a questo tipo di pellicole, come dovremo fare per i demenziali titoli di commediole americane che, oltre ad essere tutte uguali, nemmeno riescono più a giocare sull'erotismo come tema divertente e di svago. Purtroppo quest'ultima è una nota dolente che riguarda anche il cinema italiano, nel quale, seppur sia vero che i cinepanettoni contribuiscano allo sviluppo dell'industria cinematografica, è vero anche che tali film negli anni si siano moltiplicati, arrivando a monopolizzare il mercato. Ma la verità è una cosa ancora peggiore e cioè il fatto che, nel nostro bel paesello, un paio di tette e qualche volgarità, fanno più cultura di un bel film d'autore. Poi c'è un'altra categoria che ci è veramente venuta a noia, ovvero quella patetica degli amori impossibili, segreti, non corrisposti eccetera eccetera. Ne prendiamo uno su tutti che possa rappresentare il genere: Scusa ma ti chiamo amore.
Una volta avevamo Fellini, Rossellini, Visconti e Sergio Leone ed eravamo considerati dei grandi artisti del cinema. Oggi la realtà è ben diversa, francesi, spagnoli, britannici, asiatici e persino sudamericani ci surclassano a livello di qualità e i paesi dell'est Europa si stanno rapidamente evolvendo. L'ultimo grande capolavoro riconosciuto a livello mondiale è stato La vita è bella di Benigni e sono passati già quasi quindici anni. Non entreremo qui in una banale contestazione politica, ma è bene sottolineare che i fondi statali per lo spettacolo in Italia non sono assolutamente sufficienti.
Ma veniamo alle note liete. Qualche bagliore di speranza per il nostro paese c'è stato e parliamo dei lavori di Nanni Moretti che , seppur possano non piacere, perlomeno alimentano un dialogo e servono come stimolo culturale.
Poi c'è Bellocchio che, probabilmente è rimasto l'ultimo grande autore e Matteo Garrone, la rivelazione del decennio. Citiamo inoltre alcuni direttori che spiccano dal mucchio, come ad esempio Virzì, Salvatores, Tornatore, De Maria e il sempreverde Carlo Verdone che, come il buon vino, invecchiando migliora.
Tra gli attori abbiamo apprezzato i ruoli interpretati da Claudio Santamaria, mentre tra le donne, Vittoria Mezzogiorno si è confermata spesso ad alti livelli.
Infine, essendoci dilettati a discutere e stilare queste classifiche, vogliamo completare il quadro dei migliori cineasti del decennio. Tra gli stranieri quindi il miglior regista è, secondo noi, David Lynch, autore oltre che di Mulholland Drive anche di Inland Empire, ma a pari merito proponiamo i geniali fratelli Coen e un Tim Burton in grande forma. Due le sorprese del decennio, entrambi latinoamericani, il messicano Alejandro Gonzalez Inarritu e il brasiliano Walter Salles.
Per i migliori attori invece, abbiamo eletto Johnny Depp, pirata folle ma anche tenebroso investigatore in La vera storia di Jack lo squartatore e prediletto di Tim Burton, Benicio Del Toro per l'interpretazione del Che Guevara e Sean Penn che, con Mystic River,21 grammi e Milk entra finalmente nella leggenda dei grandi attori, insieme ai vari De Niro, Pacino, Brando ecc.
L'elezione delle attrici è stata ben più ardua, ma una vincitrice c'è. Si tratta di Cate Blanchett, capace di interpretare Bob Dylan e protagonista in Elizabeth e Il curioso caso di Benjamin Button. Dietro di lei Uma Thurman e la superattiva e superlativa Penelope Cruz. Ci scuseranno per questo la splendida Julia Roberts di Erin Brockovich e le onnipresenti Nicole Kidman e Meryl Streep.
Il favoloso mondo di Amelie è, oltre che il miglior film del decennio secondo noi, anche quello con la migliore colonna sonora. Yann Tiersen accompagna infatti la pellicola con note delicate e poetiche. Un piccolo gradino sotto Donnie Darko che ha nella canzone Mad World un sicuro punto di forza e Kill Bill che riesce a unire generi differenti, adattandoli ai vari contesti, senza cadere mai nell'ambiguità.
Tra i personaggi cinematografici vince a mani basse Anton Chigurh, il serial killer inquietante e diabolico di Non è un paese per vecchi, interpretato da Javier Bardem e ripreso dal romanzo di Cormac McCharty. Da ricordare anche Frank Costello, il boss malavitoso di TheDeparted, interpretato da Jack Nicholson, lo scatenato Jack Sparrow ovviamente, il barbiere di Fleet Street Sweeney Todd e, perché no, il Babbo Bastardo Billy Bob Thornton.
I personaggi femminili devono inchinarsi all'ingenuità e alla dolcezza di Amelie Poulain, ma non dimentichiamo certo la vendicativa sposa di Kill Bill e la sensuale Nola di Match Point, interpretata da Scarlett Johansson.
In conclusione, speriamo vivamente che il nuovo decennio sia ricco di creatività, tanto in Italia come nel resto del mondo, perché il cinema è un'arte,
è divertimento, educazione e cultura. Attendiamo con ansia alcuni lavori, di cui si è già parlato molto altrove, come On the Road dal libro cult di Kerouac, diretto da Walter Salles e prodotto da Coppola, ma anche la definitiva consacrazione di molti registi giovani e che venga data la possibilità di emergere e sperimentare a nuovi talenti. Dall'Italia invece vorremmo più rispetto per l'arte e la cultura da parte delle istituzioni e almeno un paio di grandi capolavori degni della nostra storia cinematografica...