LA NOTTE DEGLI OSCAR

 

Abbiamo seguito la notte degli Oscar 2011 in diretta streaming

ed ecco a voi un bellissimo articolo scritto dai nostri blogger,

diviso in 4 parti: la cronaca dell'edizione 2011, i film, la storia e il commento

con curiosità e video da non perdere.

Buona lettura e buona visione.




Commento dell'edizione 2011


E’ la mezzanotte italiana quando al Kodak Theatre di Los Angeles cominciano ad arrivare le limousine con le star del cinema. Il Red Carpet inizia a scaldarsi e si vedono le prime star. Si cominciano a vedere i lunghi strascichi, i gioielli scintillanti, le complicate acconciature e le incredibili scollature a cui le stelle del cinema non hanno potuto rinunciare nonostante le temperature non fossero proprio primaverili.



Tutti si staranno chiedendo quale fosse il vestito più bello…difficile scegliere…ma alcuni hanno sovrastato gli altri.



Da notare la grazia della quattordicenne attrice de “Il Grinta” Hailee Steinfield, con un vestito rosa antico appropriato alla sua età.

Anne Hathaway, presentatrice di questa edizione, con un vestito rosso Valentino.

Helene Bonham Carter con un look dark, mentre la futura mamma Natalie Portman con un look semplice, senza troppi gioielli e decisamente delicato.

E la coppia più bella?? Beh questo premio va a Javier Berdem, candidato come miglior attore per “Biutiful”, e Penelope Cruz.

Ore 02:30 finalmente comincia la cerimonia.

La serata è guidata dai più giovani presentatori mai saliti sul palco del Kodak Theatre, Anne Hathaway e James Franco che iniziano la serata con una parodia molto divertente di tutti i film in gara e che li vede come protagonisti.



La serata si svolge in maniera tranquilla, forse anche troppo, tranne per qualche breve sketch. I due presentatori erano emozionati ma capaci e hanno “svecchiato” un pò la cerimonia senza esagerare.

E ci siamo … sono circa le 5:40 italiane e Steven Spielberg si appresta ad annunciare quello che per gli Academy Awards è il miglior film dell’anno. La tensione cresce, ma ecco le parole tanto attese: “ And the Oscar goes to……. THE KING’S SPEECH!!”

Come previsto “Il Discorso del Re” si aggiudica la statuetta più ambita.

Ma ora tutti si staranno chiedendo: in quelle altre 3 ore abbondanti chi si è accaparrato tutti gli altri premi???

Ci sono state alcune sorprese, come la vittoria inaspettata per Miglior Attrice e Miglior Attore Non Protagonista di Melissa Leo e Christian Bale entrambi per “The Fighter” e il premio per Miglior Film Straniero accaparratasi da “In Un Mondo Migliore” in barba al messicano “Biutiful” che era il favorito; e qualche delusione, il remake western “Il Grinta” dei fratelli Coen, nonostante le 10 nomination, è rimasto a bocca asciutta; ma per il resto tutto è andato secondo i pronostici.

“Il discorso del Re” si porta a casa i premi più importanti quali Miglior Film, Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior Regia per Tom Hooper e Miglior Attore Protagonista per l’eccellente performance di Colin Firth nel ruolo di Giorgio VI.



L’altro grande favorito “The Social Network” di David Fincher si è dovuto accontentare di 3 statuette per la colonna sonora, il montaggio e la sceneggiatura non originale.

“Inception” di Nolan si aggiudica 4 premi anch’esso come “Il Discorso del Re”, ma si tratta esclusivamente di premi tecnici.

Natalie Portman vince per Miglior Attrice Protagonista grazie a una splendida interpretazione della ballerina Nina per “Il Cigno Nero”.



Toy Story 3 è invece il Miglior Film d’animazione e inoltre si aggiudica la statuetta per Miglior Canzone Originale.

Anche Alice in Wonderland alla fine, escluso dalle categorie principali, riesce a togliersi un paio di soddisfazioni, mentre film come Un gelido inverno, 127 ore e La versione di Barney, qualitativamente validi, pagano il già noto bigottismo dell'Academy.

Durante l’omaggio che ogni anno viene reso agli artisti scomparsi durante l’anno precedente sono stati ricordati anche gli italiani Mario Monicelli e Dino de Laurentiis, ma è stata dimenticata l'attrice di Ultimo tango a Parigi, Maria Schneider.



Qui potrete trovare la lista di tutti i vinti e i vincitori dell’83esima edizione degli Academy Awards:

http://www.oscars.org/awards/academyawards/83/nominees.html


Per altre curiosità, video del red carpet e della cerimonia ecco il sito ufficiale degli Oscar:

http://oscar.go.com



28 Febbraio 2011

Stefania Sottile


 

 

I film protagonisti dell'edizione 2011


Qui di seguito i film protagonisti della Notte degli Oscar:

In Black Swan (Il Cigno Nero), protagonista è Natalie Portman che veste i panni di Nina, una giovane e ambiziosa ballerina di New York. Nina sogna un doppio ruolo nel classico “Il lago dei cigni”, quello del Cigno Bianco, delicato ed innocente e, quello del Cigno Nero dotato di una malvagità seducente. Nina grazie alla sua determinazione riesce ad ottenere entrambi i ruoli, ma non è sicura di poter interpretare la parte oscura della Regina dei Cigni. Mentre raggiunge nuove vette con il suo corpo, nascono incubi, fantasie e gelosie che la porteranno a uno scontro pericoloso con la ballerina Lily (Mila Kunis), che rappresenta la sua maggiore rivale.

Trailer Black Swan



Il film The Fighterha come protagonista Dicky (Christian Bale), pugile che in passato ha combattuto contro Sugar Ray Leonard. Dicky è diventato l’orgoglio della sua città, ma ora è caduto in disgrazia. Nel frattempo suo fratello Micky (Mark Wahlberg) è diventato a sua volta un pugile, con una carriera agli esordi gestita dalla madre Alice. Nonostante la sua potenza fisica e il suo terribile gancio sinistro, Micky continua a cadere al tappeto. Nell’ suo ultimo incontro, Micky finisce quasi ammazzato. In quel momento viene persuaso dalla sua ragazza Charlene ad un tentativo estremo: abbandonare la sua famiglia e allenarsi senza suo fratello. Micky resta della sua decisione fino a che non gli viene offerta l’opportunità della sua vita: combattere per il titolo. Micky capisce che per superare questa impresa avrà bisogno del fratello e di tutta la sua famiglia.

Trailer The Fighter



In Inception, Leonardo Di Caprio veste i panni di Dom Cobb, un abilissimo ladro che si occupa del furto di preziosi segreti della mente umana, il subconscio. Le sue abilità l’hanno portato a diventare uno dei personaggi principali dello spionaggio industriale, ma lo hanno reso un fuggitivo ricercato da tutto il mondo. Cobb ha una possibilità per redimersi, ma dovrà rendere possibile l’impossibile.

Trailer Inception



In The King’s Speech(Il discorso del Re) il Principe Bertie (Colin Firth), che soffre da tutta la vita di una forma debilitante di balbuzie, viene incoronato Re Giorgio VI d’Inghilterra. Il paese sull’orlo della II Guerra Mondiale ha disperatamente bisogno di un leader e, sua moglie Elisabetta (Helena Bonham Carter) futura Regina Madre, organizza a sua marito un incontro con un eccentrico logopedista, Lionel Logue (Geoffrey Rush). Dopo un inizio tempestoso, i due si mettono alla ricerca di un tipo di trattamento non ortodosso, finendo per creare un legame indissolubile.

Trailer The King’s Speech



The Social Network narra la storia di Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg), giovane studente di Harvard e genio dell’informatica. Mark inizia con passione a lavorare ad una nuova idea, che presto diventerà una rete sociale globale, rivoluzionando il modo di comunicare. In soli sei anni Mark diventa il più giovane miliardario della storia, ma il successo porterà delle complicazioni sia personali che legali

Trailer The Social Network



In Toy Story 3 La grande fuga ritornano sul grande schermo Woody, Buzz e tutta la loro banda. Andy ormai cresciuto si prepara alla partenza per il college e, i suoi giocattoli finiscono in un asilo. A prima vista l’asilo appare un posto dove poter continuare ad essere giocattoli facendo felici i bambini. Ben presto Woody e i suoi amici si ritroveranno a giocare con dei bambini indomabili. Ecco che, spinti dal motto tutti per uno-uno per tutti, pianificheranno la grande fuga. Alla fuga si uniranno molti nuovi personaggi, tra cui Ken l’amico di Barbie, l’istrice di nome Prickles e Lotso, l’orsacchiotto che profuma di fragola.

Trailer In Toy Story 3 La grande fuga



127 Ore narra la storia vera dell'escursionista Aron Ralston (James Franco) e della sua incredibile dis/avventura. Bloccato in uno stretto canyon nello Utah, Ralston ricorda la sua vita: gli amici, i suoi amori, la sua famiglia e le due escursioniste conosciute poco prima della caduta (Amber Tamblyn e Kate Mara). Nel corso di cinque giorni Ralston combatte contro la natura e i suoi demoni interiori, fino a scoprire di avere il coraggio e la volontà di liberarsi a qualsiasi costo.

Trailer 127 Ore



In The kids Are All Right (I ragazzi stanno bene), Nic (Annette Bening) e Jules (Julianne Moore) sono una coppia lesbica di mezza età, profondamente innamorate l’una dell’altra. Il lavoro stressante di Nic l’ha resa poco attenta ai bisogni della sua partner. Il suo ruolo di madre non permette a jules di realizzarsi, vorrebbe mettere su una piccola impresa ma Nic sembra non esserle di grande aiuto. La figlia Joni è una studentessa modello, innervosita dal costante controllo dei genitori. Anche suo fratello Laser soffre dello stesso problema. Laser chiede a joni prima di andare all’università di voler conoscere il loro padre biologico.

Trailer The kids Are All Right



True Grit (Il Grinta) narra la vicenda della 14enne Mattie Ross (Hailee Steinfeld). Suo padre è stato ucciso da un pistolero di nome Tom Chaney (Tom Chaney). Mattie decide di avere la sua vendetta e assolda il più duro dei Marshall del west, Reuben J. “Rooster” Cogburn (Jeff Bridges), un uomo rude dal carattere non facile. Reuben accetta con riluttanza che Mattie lo accompagni alla caccia all’uomo. Alla caccia all’uomo si unisce LaBoeuf (Matt Damon), Ranger da tempo sulle tracce di Chaney.

Trailer True Grit



Nel film Un gelido inverno (Winter’s Bone), Ree Dolly (Jennifer Lawrence) è alla disperata ricerca di suo padre Jessup, che ha ipotecato la casa per pagarsi la cauzione e uscire di prigione. Se Jessup non si presenterà in tribunale resterà oltre che senza soldi, senza casa. Nonostante l’aspetto delicato ed esile della 17enne Ree, è l’unica persona “adulta” e responsabile della famiglia. Ree inizia la sua ricerca in una comunità nei boschi, che è coinvolta nella produzione di cocaina. Per salvare la sua famiglia affronterà la violenza, mostrando la propria determinazione e forza di volontà.

Trailer Un gelido inverno



01/03/2011

Giuseppe Froio

 

 

 

La storia degli Oscar




Sapevate che il nomignolo non ufficiale dell’Academy Award of Merit, la famosa statuetta d’oro simbolo della più importante manifestazione cinematografica del mondo, lo si deve a Bette Davis che vide nella statua un ritratto di suo marito Oscar? Si dice anche che Margaret Herrick, segretaria di un direttore dell’Academy Awards, vedendo la statuetta abbia esclamato: “Assomiglia a mio zio Oscar!”; oppure che l’origine fosse da attribuire alla somiglianza della statuetta con lo zio (Oscar, appunto) della bibliotecaria dell'AMPAS. Esiste anche un’ultima versione secondo cui nel 1934 un certo Sidney Skolsky si rivolse all’omino chiedendogli: “Hai un sigaro, Oscar?”. In effetti sono tante le leggende che riguardano la nascita di questo nome ma almeno una certezza ce l’abbiamo: il disegno originale del famoso premio fu abbozzato da Cedric Gibbons, art director della Metro Goldwyn Mayer, durante uno dei primi meeting dell’Academy; si parlava di un’immagine corporea forte e possente, ne venne fuori un cavaliere nudo che immergeva la sua spada da crociato nella bobina della pellicola di un film, le cui cinque fessure rappresentavano i cinque rami dell’Academy: produttori, registi, attori, scrittori, tecnici. Fu poi realizzata in bronzo dallo scultore George Stanley e rivestita in oro a 10 carati da Alex Smith. In effetti, vi siete mai chiesti da dove viene tutto questo ciarlare, spettegolare, fantasticare e speculare che si trascina dietro la cerimonia degli Oscar? Come è nata l’idea, quando e a chi è venuta? E come sono cambiate le tradizioni, le regole e i protagonisti della più famosa manifestazione cinematografica al mondo? Parliamo della fine degli anni Venti quando, dopo l'avvento del sonoro, l'industria della celluloide cominciava a diventare una cosa seria e Louis B. Mayer durante una cena tra colleghi propose di creare un'organizzazione rappresentativa di tutte le categorie dell'industria cinematografica. Così il 27 gennaio 1927 nacque l'”International Academy of Motion Picture Arts and Sciences” sotto la supervisione del presidente Douglas Fairbanks che annunciò l'intenzione di assegnare un premio ai più meritevoli nella propria categoria artistica. Quale occasione per tutti gli artisti di farsi spazio! E il 16 maggio 1929 debuttarono gli Academy Awards nella Blossom Room del Roosevelt Hotel di Hollywood. In quel primo anno le categorie erano diverse da come oggi le conosciamo: miglior film, migliore qualità artistica della produzione, migliore regia per film drammatico e per film brillante (distinzione abolita nell'edizione successiva), migliore attore e migliore attrice, migliore sceneggiatura originale e non originale, migliore scenografia, migliore fotografia, migliori effetti tecnici e migliori didascalie (anche queste due ultime categorie furono presenti solo nella prima edizione). A vincere fu il film Ali di William A. Wellman, mentre a inaugurare quella che sarebbe diventata la (lunga) storia dei 'grandi esclusi' fu Charlie Chaplin, che ottenne solo un consolatorio premio speciale per Il circo. All'epoca le oggi tanto famose nominations non riscuotevano alcun successo, col passare degli anni sarebbero poi divenute in un certo senso il vero e proprio riconoscimento professionale, in quanto assegnate da “addetti ai lavori” dello stesso settore dei candidati. Il nuovo presidente dell'Academy, William Churchill de Mille lo annunciò per la prima volta alla cerimonia dell'anno successivo. Ma nonostante i buoni propositi c’è da dire che gli Oscar furono fin da subito caratterizzati da una logica che di “artistico” aveva ben poco, ma, al contrario, aveva molto di commerciale: i primi anni furono contraddistinti da una fortissima interferenza da parte delle majors: la Metro Goldwyn Mayer solo nella stagione 1928-29 vinse tre premi e tutti i vincitori erano in assoluta maggioranza iscritti all'Academy. La seconda edizione vide l’arrivo dei film sonori, in particolare dei musical, che non erano stati considerati nella prima edizione, un genere che per qualche misterioso motivo non avrebbe mai visto grande fortuna all’interno della manifestazione, quasi considerato sempre come un genere di serie “B”, ancora oggi gli appassionati si chiedono come mai, eppure My Fair Lady di George Cukor si può considerare un musical e ha vinto ben 8 Premi Oscar nel 1965, qualcuno ha da ribattere che Audrey Hepburn e Rex Harrison non abbiano dato prova di un’interpretazione da Oscar??? E West Side Story? Si impose come miglior musical della storia con ben 10 Oscar nel 1962… di serie B anche lui? Qualcosa da ridire l’avremmo su Chicago (6 oscar nel 2003) ma non su Catherine Zeta-Jones migliore attrice non protagonista.

Negli anni Trenta la cerimonia si arricchì di numerose nuove categorie: nel 1932 venne istituita quella del miglior cortometraggio; nel 1934 montaggio e colonna sonora; nel 1936 gli attori non protagonisti; nel 1939 si divise il colore dal bianco e nero. Ma dopo lo sfarzo iniziale arrivò la depressione, che portò al crollo del numero degli spettatori e dei profitti degli studios. A salvare la manifestazione fu Frank Capra, inventore dell’happy end, che, dopo il trionfo della commedia Accadde una notte (1933-34) -uno dei tre i film che nella storia degli AcademyAwards sono stati in grado di portare a casa un “Big Five”, ovvero una vittoria in tutte e cinque le categorie considerate principali: miglior film, migliore regia, miglior attore, migliore attrice e miglior sceneggiatura; insieme a Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) di MilosFormane Il Silenzio degli Innocenti (1991) di Jonathan Demme-, divenne presidente dell'Academy dal 1935 al 1939 e riformò completamente il meccanismo di selezione dei vincitori: si stabilì che le nominations sarebbero state designate da una commissione composta da cinquanta membri per ciascuno dei cinque settori professionali. Capra riuscì a salvare l'Academy dalla crisi economica in cui era sprofondata e a dare alla manifestazione l'assetto definitivo, quel carattere di grande evento nazionale, di show spettacolare destinato al vasto pubblico che ha mantenuto fino ad oggi, cui vennero invitati a partecipare i candidati, poi i membri e infine tutti i soci dell'Academy: gli Oscar si avviarono ad assumere il loro carattere di grande evento mediatico.
Da questo momento in poi arriva quello che tutti noi ricordiamo come il “vero cinema”: dal colossal Via col vento di Victor Fleming, che ottenne 13 nominations e 8 Oscar nel 1940 al malinconico Casablanca che vinse ben 3 oscarnel 1944 (miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura non originale), anche se non valse l’oscar come miglior attore a Bogart che, insieme alle misteriosa Greer Garson (6 Oscar nel 1943 per La signora Miniver) e alla glaciale Ingrid Bergman (candidata con Per chi suona la campana nel 1944 e vincitrice con Angoscia nel 1945) diedero inizio a l’era degli attori con la A maiuscola.

Come non citare i nostri trionfi italiani: nel 1948 con Scuscià di Vittorio De Sica l'Italia vinse il suo primo Oscar per il miglior film straniero e a solo due anni di distanza arrivò il secondo riconoscimento per Ladri di biciclette (ne conquisterà poi altri due: per Ieri, oggi e domani nel 1964 e per Il giardino dei Finzi Contini nel 1971). Al di là delle ormai stantie polemiche sul cinema neorealistico e i suoi meriti e demeriti, a noi, che restiamo cinefili romantici e fieri italiani, piace, pur nella sua cruda e un po’ grezza rappresentazione realistica della “verità vera”.

Ma dagli anni Cinquanta il cinema americano ritrovò nuovo vigore e nuovo spazio all’interno degli Academy con quegli eroi, malcapitati o grandiosi che tutti ricordiamo, così ben caratterizzati da aver fatto la fortuna degli attori che li rappresentarono. Stiamo parlando di film come Ben Hur (11 oscar nel 1960), Il padrino (miglior film nel 1973), La stangata (7 Oscar nel 1974), Il Padrino parte II (6 Oscar nel 1975) e Rocky (3 Oscar nel 1977).

Gli anni Ottanta, invece, diedero maggiore risalto a tematiche più intimiste, forse più femminili, certamente più delicate: siamo nel 1984-85-86 e a vincere furono: Voglia di tenerezza (5 Oscar -1984), Amadeus (1985), che eguagliò Gandhi aggiudicandosi anch'esso 8 statuette sulle 11 previste, e La mia Africa (1986) che arrivò a quota 7 dando una mazzata morale (nessun Oscar su ben 11 nomination) allo Spielberg "impegnato" di Il colore viola.

Nel 1989-90 vinse il cinema “caritatevole”: Rain Man (4 premi per 8 nomination per il tema dell’autismo) e A spasso con Daisy (4 Oscar su 9 nomination, il tema è quello della terza età) che lasciò a L'attimo Fuggente solo l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Mentre arrivò una nuova soddisfazione per l'Italia: Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore conquistò l'Oscar per il miglior film straniero e Sofia Loren ricevette l'Oscar alla carriera che si aggiunse a quello vinto nel 1961 come attrice protagonista de La ciociara.

Gli anni Novanta furono quelli dei film “di genere”, i primi che noi trentenni abbiamo visto al cinema da soli: Il silenzio degli innocenti che portò a casa 5 Oscar nel 1993, e nel 1994
Spielberg arrivò finalmente alla grande consacrazione degli Oscar: sono 10 le sue statuette (7 per Schindler List con 12 nomination e 3 per Jurassic Park). Nel 1995 Forrest Gump eguagliò il record di Eva contro Eva e Da qui all'eternità con ben 13 nomination, ma si accontentò di 6 statuette: le 3 principali (miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, con Hanks alla seconda statuetta) e quelle per il montaggio, la sceneggiatura non originale e i migliori effetti speciali visivi. Il grande sconfitto fu Pulp Fiction di Quentin Tarantino che ricevette un unico premio, quello per la miglior sceneggiatura originale e di certo oggi stupisce… Poi ci sono toccati i cosidetti “polpettoni”: Braveheart (5 statuette nel 1996) e l'anno dopo Il paziente inglese (9 oscar su 12 nomination). Per non parlare dello strapotere di Titanic (14 nomination e ben 11 statuette) ma chi di noi oggi lo riguarderebbe con interesse, diciamoci la verità? Piccola (non tanto piccola) nota italiana con Benigni e i suoi meritatissimi Oscar per La vita è bella (miglior film straniero, miglior colonna sonora, miglior attore protagonista, premiato da Sofia Loren e il suo “Robbberto!”, che festeggiò camminando SULLA platea.

Dal 2000 in poi trionfò l’esaltazione della vita media americana, colta nelle sue contraddizioni e debolezze, con American Beauty, caustico e patinato, che si aggiudicò 5 Oscar su 8 nomination, lo splendido Traffic di Steven Soderbergh (nel 2001: miglior regia, sceneggiatura non originale, montaggio e attore non protagonista [Del Toro]), anche se quell’anno il titolo di miglior film se lo aggiudicò Il Gladiatore di Ridley Scott (5 statuette), ma non fa una piega nella visione del cinema dell'Academy: grande spettacolo, regia di rango, attore symbol!. Come non ricordare, poi, il trionfo del Il Signore Degli Anelli, la pellicola di Peter Jackson, però, non ottenne gran successo con il primo episodio, ma si rifece con Il ritorno del Re che fece l'en-plein di statuette: 11 Oscar su 11 nomination, diventando il film più premiato della storia. E poi ancora come dimenticare il The Aviator di Scorsese che avrebbe dovuto trionfare nel 2005 dall’alto delle sue 11 statuette ma fu battuto da Million Dollar Baby del buon vecchio Clint; per fortuna si è poi rifatto nel 2006 con The Departed. Ci avviciniamo ai giorni nostri e ricordiamo il durissimo ma intenso Crash di Paul Haggis, che ha conquistato 3 Oscar mentre lo scabroso e discusso I Segreti di Brokeback Mountain solo la statuetta ad Ang Lee come miglior regista.

Gli ultimi successi sono stati quelli di film forti, difficili: Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, The Millionaire di Danny Boyle e The Hurt Locker di Kathryn Bigelow.

È evidente come, nel corso degli anni siano stati molto, troppo spesso, perdenti i film giudicati migliori dal pubblico; mentre a vincere è stata la critica: troppo spesso i “dati per vinti” hanno poi vinto per davvero e gli incassi non hanno mai contato molto. La storia si ripete, si è ripetuta anche quest’anno?




28 Febbraio 2011
Alessia Maria Bruno


LE FONTI:


http://xoomer.virgilio.it/alessio_roma/oscar.html

http://www.film.it/articolo/oscar-storia

http://delcinema.it/news/2007-06/l_avventurosa_storia_degli_oscar.php

http://xoomer.virgilio.it/alessio_roma/oscar.html



VIDEO RELATIVI:

Il Circo di Charlie Chaplin, grande escluso dalla prima edizione degli Oscar nel 1929


http://www.youtube.com/watch?v=Rr5wXiRdWbw



My fair lady di Cukor, un musical da 8 statuette nel 1965


http://www.youtube.com/watch?v=QEfJhYgzUyg



Frank Capra e i suoi Oscar


http://www.youtube.com/watch?v=wopQkpYnnoA



Vivien Leigh ritira l’Oscar come miglior attrice per Via col Vento


http://www.youtube.com/watch?v=TaPMpD4oxDA



Casablanca – Trailer originale


http://www.youtube.com/watch?v=EmJUlMpolxE



Sofia Loren premia Benigni: “RoBBBBerto!”


http://www.youtube.com/watch?v=8cTR6fk8frs&feature=relmfu



Sofia vince l’Oscar per La Ciocara, intervista


http://www.youtube.com/watch?v=vkCgnYeMUx8



Oscar alla carriera per la Loren


http://www.youtube.com/watch?v=VAmlywOrGWM&feature=related



Marlon Brando miglior attore per Il Padrino, ma non ritira il premio…


http://www.youtube.com/watch?v=2QUacU0I4yU



Jack Nicholson winning an Oscar for Cuckoo's Nest


http://www.youtube.com/watch?v=y7dDK-YbrNo&feature=relmfu



Il silenzio degli innocenti, miglior film


http://www.youtube.com/watch?v=28ZkmJJ8320



Steven Spielberg winning an Oscar® for Schindler's List


http://www.youtube.com/watch?v=7bRNEZVNVSs



The Lord of the Rings, the return of the king winning the Best Picture Oscar


http://www.youtube.com/watch?v=AoKFtf4A_mc&feature=related



Rocky winning the Best Picture Oscar


http://www.youtube.com/watch?v=sUrSr6Ga6i0



James Cameron winning an Oscar® for Titanic


http://www.youtube.com/watch?v=xJp7Wd6Af2A



Memorable Oscar moment - Russell Crowe's speech


http://www.youtube.com/watch?v=pJNmKn8f15E



Clint Eastwood vince l’Oscar per Million Dollar Baby a scapito del The Aviator di Scorsese


http://www.youtube.com/watch?v=fPqamP6ools&feature=related



Martin Scorsese si prende la rivincita con The Departed


http://www.youtube.com/watch?v=YbbzaS8rcak&feature=relmfu




 

CURIOSITA' SULLA NOTTE DEGLI OSCAR

Il premio dei premi, indiscutibilmente l’apice di un successo, l’evento che conclude un’annata cinematografica, tutto in una notte : la notte degli OSCAR.

Come ogni grande evento che si rispetti non possono mancare critiche, curiosità e stravaganze. E tutto questo nella grande notte non è mai mancato. Il suo stesso nome deriva da un intervento farsesco della signora Margaret Herrick commentando la famosa “statuetta” : "Ma guarda, sembra mio zio Oscar", mutandone così il nome dal meno conosciuto Academy of Motion Picture Arts and Sciences. La premiazione che nasce nel lontano 1929 ha avuto l’ incarico di portare, anche in modo propagandistico, la “settima arte” al grande pubblico, senza escludere i vari interessi che ne derivavano. E mentre mutava il grande schermo anche la famigerata notte cambiava le sue caratteristiche aumentandone le premiazioni ed i valori, fino a raggiungere nella fine degli anni quaranta la fama che oggi tutti riconosciamo.

Ma la “notte delle stelle” si gode, oltre che la fama, una peculiarità a cui non ha mai rinunciato: “le grandi personalità” che di anno in anno hanno regalato a questa notte valore ed unicità. Già negli anni trenta venne premiata come migliore attrice non protagonista Hattie Mc Daniel ( nel film Via Col Vento di Victor Fleming), che fu la prima attrice nera a vincere l’Oscar, evento significativo per quegli anni, in riferimento alle critiche razziali che si erano sollevate, lanciando un forte messaggio sociale.

Gli anni quaranta videro salire sul palcoscenico quelli che poi sarebbero diventati i “volti” del cinema mondiale, da Chaplin ad Hitchcock, ma con l’avvento della guerra anche la notte degli Oscar cambiava volto. I riconoscimenti erano rivolti per lo più a tematiche belliche, e fu stravolto il conseguire dell’evento cambiandone persino il premio in una statuetta di gesso. Questi però sono anche gli anni della conquista tutta italiana del grande schermo con il Neorealismo dove sia Roberto Rossellini, con Roma città aperta(1946), sia Vittorio De Sica, con Sciuscià(1947) e Ladri di biciclette(1949), si aggiudicarono L’Oscar come migliori film stranieri.


http://www.youtube.com/watch?v=_YeYziOQOvI


Più volte, in questi anni, la grande notte è stata protagonista con esibizioni di carattere notevolmente diversi. Un susseguirsi senza tregua di momenti esilaranti, commoventi, insoliti e addirittura imbarazzanti. Momenti unici ed irripetibili per chi esce vincitore dalla scena, momenti capaci di far commuovere anche una tra le più grandi maschere mondiali : Charlie Chaplin, che nonostante la commozione non rinuncia ad esibirsi nei passi del suo capolavoro “La febbre dell’oro”.


http://www.youtube.com/watch?v=J3Pl-qvA1X8


Vicende imbarazzanti non ne sono mancate: Maryl Streep nel 1979 dimentica addirittura la statuetta in bagno, e Frank Capra nel 1934, sentendo la frase «Vieni a prendere il premio, Frank» raggiunge il palcoscenico per poi accorgersi che il vero vincitore era Frank Lloyd. L’emozione colpì anche Carmine Coppola al quale sfuggì di mano il premio, ricevuto per il Padrino II parte. Chi attraversò il palco nudo (Robert Opel nel 1974), e chi uscito per fumare una sigaretta non fece più rientro nell’auditorium ma venne addirittura arrestato per un presunto aspetto poco raccomandabile.  


http://www.youtube.com/watch?v=2IIl3zSYL8k

Pur essendo il premio più prestigioso, quello dell’Oscar si è rivelato anche il più ambiguo per serenità. Prestigioso o no rimane pur sempre un premio ed a molte celebrità pare non essere sempre di gradimento. «Se vivi abbastanza a lungo e sei in grado di parlare, un Oscar puoi sempre vincerlo» cosi John Wayne commenta la premiazione, poi l’immancabile Woody Allen: «Quando vedi chi li vince, capisci quanto poco contino» o ancora Dustin Hoffman: «Ehi, ma non ha sesso». Indimenticabile fu la premiazione a Marlon Brando (miglior attore nel film Il Padrino 1973), già famoso per il suo carattere ribelle non si presentò e mandò a ritirare il premio ad una giovane indiana, scoperta attrice alcuni anni dopo, come critica al mondo hollywoodiano.


http://www.youtube.com/watch?v=2QUacU0I4yU


In quanto a spettacolo anche l’Italia fa la sua parte. L’Oscar alla carriera al maestro Federico Fellini, dove ringrazia Marcello Mastroianni dopo la presentazione e incita sua moglie a non piangere, accompagnato cinque anni dopo dall’uscita di scena plateale di Roberto Benigni che passeggiava sulla testa degli invitati per raggiungere il palcoscenico e la premiazione con La vita è bella.


http://www.youtube.com/watch?v=1Xs5kbd6gtE


http://www.youtube.com/watch?v=8cTR6fk8frs


Altra curiosità riguarda le mancate ma giustificate assenze, pur avendo ricevuto la nomination, di James Dean, Spencer Tracy, Peter Finch e Massimo Troisi, purtroppo deceduti prima. E proprio ricordando Massimo Troisi, nomination per il film “Il Postino” ma non andata a buon fine, che vorrei concludere, cercando di mostrare come molto probabilmente avrebbe valorizzato una qualsiasi premiazione…..


http://www.youtube.com/watch?v=Wpw-W5-VoEA




28 Febbraio 2010

Pietro Perretti


 

 


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